Fare i ritratti come Platon. Usare la regola dei terzi nei ritratti.

Non so se conoscete Platon ma sicuramente conoscete le sue fotografie, e vediamo come usare la regola dei terzi nei ritratti.
Platon è uno dei fotografi più importanti del mondo, si dice che sono più i capi di stato che si sono seduti sul suo seggiolino che quelli che sono si sono seduti sui banchi delle Nazioni Unite.

Le foto di ritratti di Platon si dividono sostanzialmente in 3 tipi, il viso pieno, in posa naturale ed effetto fumetto, tipo i fumetti dell’uomo ragno in azione con uno spiccato e deformante senso della prospettiva.

Vediamo i ritratti del primo tipo, i ritratti a viso pieno, che sono fatti perlopiù sfruttando la regola dei terzi nei ritratti

Ho preso la foto direttamente dal sito della Hasselblad, la marca che usa Platon in studio, (fuori studio usa una Leica).regola dei terzi nei ritratti

Vediamo subito un po’ di tecnica, lo sfondo bianco permette una sottoesposizione di 1 o 2 diaframmi,
così da evitare parti del volto troppo illuminate.

Da notare anche l’assenza di riflessi su zigomi, fronte e mento, in studio si fa gestendo bene le luci in modo che non ci siano luci dirette, noi possiamo lavorare diversamente usando un filtro polarizzatore.

I punti di messa a fuoco sono gli occhi di Adele, che hanno quel punto di luce creato con un ombrello riflettente.
Noi possiamo ricrearli utilizzando la luce di una finestra e mettendo il nostro soggetto in modo che la finestra illuminata si rifletta sugli occhi, ad esempio.

Ma questi sono solo dettagli, per quanto importanti, che non danno la giusta potenza alla foto.

La forza della foto è frutto di una delle principali regole di composizione di una foto, la regola dei terzi.
Applicando la griglia dei terzi sulla foto si capisce da dove viene questa forza della foto.

 

La Regola dei Terzi nei Ritratti

regola dei terzi nei ritratti Gli occhi sono proprio sugli incroci dei primi rettangoli, che in gergo si chiamano punti forti, mentre le linee si chiamano linee forti.
Le parti principali del volto sono tutte racchiuse nel rettangolo centrale, che poi sono sono altro che il naso e la bocca, mentre il mento, che segna la fine del viso, è praticamente sulla linea in basso.

L’intensità dello sguardo di Adele che fissa l’obiettivo fa il resto.

La scelta dell’obiettivo dalla lunghezza focale giusta è fondamentale per l’effetto finale.

É interessante vedere che il viso non appare piatto, ma neanche estremamente deformato.
Le orecchie sono sfocate ma non troppo, mentre i capelli più avanzati che fanno da cornice, e che importante osservare che non stanno tutti nella foto, sono perfettamente a fuoco.

Quindi Platon non ha usato ne un teleobiettivo lungo, ne un grandangolo grande.
Ad occhio, per così dire, sembra che abbia usato una focale naturale.
Per una fotocamera reflex direi che ha usato un obiettivo sopra i 35mm e sotto i 75mm.

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2 Risposte

  1. Patrizio ha detto:

    Molto interessante grazie!

  2. […] oramai un punto di riferimento per tutti i ritrattisti. Anche noi tempo fa avevamo spiegato come fare i ritratti come Platon, ricordate? Platon's republic. Ediz. illustrata a Vedi su […]

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